14/07/2011
la casta degli agricoltori
Fino ad ora si è parlato della casta degli avvocati, dei notai, dei farmacisti ecc. ma in Italia esiste una casta altrettanto forte e potente quella degli agricoltori.
Un giovane che vuole dedicarsi al mondo agricolo si trova di fronte un muro quasi insormontabile trovare il terreno.
Di terrà agricola c’è né sempre meno e soprattutto quella presente e saldamente nelle mani degli attuali agricoltori che non la vendono per un semplice motivo: tutti gli aiuti di Stato, Regione , Unione Europea si basano sulla quantità di terra che si possiede più ettari si possiede più incentivi si prendono.
In questo modo si continua a finanziare chi ha già una attività e non di certo chi inizia .
In questi giorni il Ministero delle politiche agricole ha prospettato l’ipotesi di promuovere l’iniziativa di affidare, in gestione pluriennale, a giovani agricoltori le terre demaniali coltivabili.
L’organizzazione nazionale al servizio delle imprese agricole espressione di Uniagronomi, Confcooperative e imprenditori agromeccanici, UNICAA, non poteva che accogliere con positività quest’iniziativa. “Per ora il progetto non è ancora operativo – spiega il presidente di UNICAA, Giambattista Merigo – in quanto il ministero è ancora nella fase della ricognizione preventiva delle terre demaniali coltivabili. Tuttavia, registriamo con soddisfazione questo primo passo che denota attenzione verso una categoria, quella dei giovani agricoltori, degna della massima tutela in vista di un futuro competitivo per l’agricoltura del nostro Paese”.
Secondo UNICAA le terre demaniali utilizzabili a questo scopo sono stimabili complessivamente in circa un milione di ettari, oltre ad un quantitativo altrettanto ingente di boschi demaniali e terreni marginali comunque utilizzabili per produzioni minori e forme di agricoltura multifunzionale.
Oggigiorno i giovani titolari di un’impresa agricola sono sempre meno. Secondo i dati dell’Osservatorio Economico di UNICAA, l’Italia è al terz’ultimo posto in Europa per numero di giovani agricoltori: stanno peggio solo Portogallo e Grecia.“Il settore sta invecchiando e le difficoltà collegate all’investimento iniziale scoraggiano l’ingresso delle nuove leve”, spiega Merigo.
I titolari di impresa agricola con meno di 35 anni in Italia sono poco più del 3% del totale, percentuale più bassa che nella maggior parte degli altri settori dell’economia. Tra le principali cause di questo processo di senilizzazione in atto da tempo nel settore primario è da ricordare l’esistenza di barriere troppo alte all’ingresso di nuove leve in agricoltura.
Il costo dei terreni è spesso proibitivo, come le licenze per iniziare l’attività e i mercati dall’andamento spesso incerto. Tutto ciò spesso scoraggia chi vorrebbe avviare un’attività agricola.
L’auspicio è che la recente iniziativa ministeriale possa essere inserita in un pacchetto di misure ad hoc studiate per stimolare l’insediamento giovanile e, con esso, la competitività stessa dell’intero settore agricolo. Oltre ai terreni del demanio, UNICAA ricorda infine l’esistenza di diversi enti pubblici e fondazioni che detengono quantitativi ingenti di terreno ad uso agricolo. Occorrerebbe studiare – conclude Merigo – una legislazione incentivante che faccia sì che questi terreni, poco valorizzati, siano messi prioritariamente a disposizione di giovani agricoltori o aspiranti tali a condizioni più agevolate. L’intervento di giovani motivati e dotati di progetti di sviluppo a lungo termine costituirebbe la miglior garanzia di un uso corretto e sostenibile di queste proprietà.
11:32
Scritto da: bioagricoltore (Webmaster)
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13/07/2011
nuovi agricoltori in vacanza
L'estate è arrivata, e se c'è ancora qualcuno che medita su come trascorrere le vacanze... il turismo sostenibile rappresenta un'alternativa alla solita settimana in villaggio, con proposte che spaziano dalle vacanze lavoro in aziende agricole biologiche, all'esperienza in ecovillaggi.
In ogni caso lo scopo è poter assaporare il gusto di una vita 100% naturale, di un turismo eco davvero a contatto con la natura.
In particolare, se state cercando una vacanza diversa dal solito, imparando a conoscere da vicino la vita di campagna, una vacanza lavoro potrebbe fare al caso vostro… non spaventavi, nessuno vi sfrutterà allo sfinimento!
Potete trovare la vacanza lavoro adatta a voi su WWOOF, un’associazione nata nel Regno Unito circa 35 anni fa allo scopo di organizzare scambi nazionali e internazionali di volontari interessati a conoscere l’agricoltura biologica e biodinamica come scelta di vita. Da allora l’organizzazione è cresciuta moltissimo, creando una fitta rete di hosts in molti altri paesi del mondo, fra cui anche l’Italia, con sede nazionale a Castagneto Carducci, in provincia di Livorno.
Come funziona? Nello scambio sia le aziende agricole ospitanti che i volontari ci guadagnano: infatti, se da una parte le prime possono usufruire di forza lavoro altamente motivata a costo zero (i volontari non vengono pagati per le ore di servizio prestate), dall’altra gli ospiti non solo hanno la possibilità di apprendere letteralmente “sul campo” le tecniche di produzione naturale a basso impatto ambientale, ma usufruiscono anche di vitto e alloggio gratuiti.
Partecipare al lavoro quotidiano delle fattorie non solo è educativo e salutare (i volontari trascorrono intere giornate all’aria aperta e possono gustare le deliziose produzioni biologiche dell’azienda…), ma quasi a costo zero! L’associazione chiede infatti una quota simbolica annuale d’iscrizione, dopodiché basterà scegliere dal lungo elenco di associati la fattoria preferita, contattarne il referente e accordarsi per il periodo di permanenza sul luogo.
Ogni fattoria ha qualcosa di diverso da offrire, perciò è giusto che vi prendiate un po’ di tempo per riflettere su cosa vi interessa veramente, non solo al fine di rendere la vostra esperienza il più possibile rispondente alle vostre aspettative, ma anche per valorizzare al meglio le conoscenze e la passione di coloro che vi ospiteranno.
Ricordatevi che l’azienda ospitante vi richiederà una collaborazione seria e impegnativa, e si aspetteranno di vedere in voi un interesse generale nell’attività da loro svolta e nel loro modo di vivere! La più importante qualità di un Wwoofers è quella di potersi inserire e di adeguarsi a tutte le diverse attività che si svolgono nelle varie fattorie. A questo punto, se pensate che il progetto Wwoof possa fare al caso vostro, non vi resta che iscrivervi e scegliere la destinazione preferita.
Altra possibilità per chi volesse vivere un’esperienza vacanziera a contatto con la natura, ma in un’ottica leggermente diversa dalla precedente, è quella degli ecovillaggi.
Cosa sono questi “ecovillaggi”? Si tratta, come dice la parola stessa, di villaggi ecologici, ovvero piccoli insediamenti in cui vivono persone che hanno deciso di provare a ridurre il loro impatto ambientale attraverso eco-tecnologie sostenibili e con strutture sociali partecipative. Sono dei veri e propri laboratori umani di ricerca e sperimentazione i cui membri pensano e dimostrano che un mondo diverso è possibile da subito.
Negli ecovillaggi si trovano normalmente alcune o tutte le seguenti attività: sviluppo dell’economia locale, economie cooperative sociali, insediamento di comunità, processo decisionale partecipato, risoluzione dei conflitti, educazione olistica, agricoltura biologica, principi di permacultura, costruzioni ecologiche, sistemi di energia rinnovabile e riduzione degli sprechi.
Vi ho incuriosito? Volete provare ad avvicinarvi al mondo degli ecovillaggi? Allora avete tre possibilità. La prima è quella di contattare le strutture che hanno dato la loro disponibilità ad ospitare visitatori esterni dietro il pagamento di piccole somme di denaro; la seconda è quella di partecipare attivamente alla vita della comunità come volontari per brevi periodi; la terza consiste nella partecipazione a eventi specifici organizzati per diffondere informazioni sulle attività degli insediamenti.
L’associazione di riferimento è la Gen-Europe, Global Ecovillage Network, un network di ecovillaggi che vanno dall’Europa, all’Africa, fino al Medio Oriente. Le sue attività vanno dalla promozione del movimento attraverso pubblicazioni periodiche, al finanziamento di percorsi educativi all’interno dei villaggi membri, alla progettazione di corsi e seminari nelle università e nelle scuole, fino alla partecipazione a conferenze ed eventi per diffondere l’esperienza da loro portata avanti tra il grande pubblico e nel mondo politico.
Buona vacanze e mai come in questo caso buon lavoro!!
11:05
Scritto da: bioagricoltore (Webmaster)
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01/06/2011
Agricoltore: sposo ideale
Sei genitori su dieci (59 per cento) sarebbero contenti se la propria figlia sposasse un agricoltore. E’ quanto emerge dal primo Rapporto “Gli Italiani e l’agricoltura - La qualità del cibo e la qualità della vita”, realizzato da Ipr marketing per l’incontro promosso da Coldiretti/Univerde “La nuova agricoltura italiana a 10 anni dalla riforma”. Una posizione avvalorata dal fatto che il 72 per cento degli italiani pensa che gli agricoltori svolgano un ruolo positivo nella tutela dell’ambiente, conservando vive le tradizioni, impedendo la cementificazione, facendo manutenzione del territorio, coltivando cibo biologico e dando lavoro. A dimostrarlo, il fatto che il settore primario ha visto nel 2010 un aumento dell’occupazione (+1,9 per cento) in controtendenza con l’andamento generale che ha fatto segnare, invece, un calo dello 0,7 per cento. La metà degli italiani (50 per cento) - sottolinea la Coldiretti - associa la campagna a sensazioni di salute e benessere, mentre un altro 33 per cento la abbina idealmente al relax. Solo il 6 per cento pensa che nel verde ci si annoi, e appena l’uno per cento identifica i campi con fatica o allergie.
Numeri che - sottolinea la Coldiretti - danno la cifra del profondo mutamento avvenuto negli ultimi dieci anni nel settore agricolo a seguito dall’approvazione della legge di orientamento (la numero 228 del 18 maggio 2001), fortemente sostenuta dalla Coldiretti, che ha di fatto rivoluzionato l’attività d’impresa nelle campagne italiane, dando il via ad esperienze innovative e alla proposta di nuovi servizi che hanno mutato il volto del settore e, conseguentemente, la considerazione dei cittadini.Sono stati allargati i confini dell’attività agricola: dalla semplice attività di coltivazione ed allevamento alla trasformazione aziendale dei prodotti e alla loro vendita in azienda o nei mercati degli agricoltori. Ma anche - spiega la Coldiretti - alla fornitura di servizi alla pubblica amministrazione come i contratti realizzati da molti comuni per la pulizia delle strade dalla neve attraverso l’uso dei trattori o la cura del verde pubblico che spesso viene affidata agli agricoltori. Per non parlare della nascita delle fattorie didattiche con le convenzioni con le scuole, ma anche degli agriasili e il prossimo arrivo del primo “agriospizio” realizzato da una giovane imprenditrice. Sono stati infatti soprattutto i giovani a cogliere le nuove opportunità. Un agricoltore puo’ produrre e vendere birra ottenuta dal suo orzo o produrre e vendere pane preparato dal proprio grano. In dieci anni - sottolinea la Coldiretti - sono raddoppiati gli agriturismi presenti che hanno superato le diciannovemila unità, sono nate 1.189 fattorie didattiche, decine di agriasili, ma sono 715 mercati degli agricoltori di campagna amica e oltre 63mila malghe, cantine, frantoi, cascine dove è possibile acquistare direttamente dai produttori agricoli.
Tutte opportunità scaturite - ricorda la Coldiretti - dalla modifica che la Legge di Orientamento ha apportato all'articolo 2135 del codice civile, che è stato sostituito dal seguente: "E' imprenditore agricolo chi esercita una delle seguenti attivita': coltivazione del fondo, selvicoltura, allevamento di animali e attivita' connesse… Si intendono comunque connesse le attivita', esercitate dal medesimo imprenditore agricolo, dirette alla manipolazione, conservazione, trasformazione, commercializzazione e valorizzazione che abbiano ad oggetto prodotti ottenuti prevalentemente dalla coltivazione del fondo o del bosco o dall'allevamento di animali, nonche' le attivita' dirette alla fornitura di beni o servizi mediante l'utilizzazione prevalente di attrezzature o risorse dell'azienda normalmente impiegate nell'attivita' agricola esercitata, ivi comprese le attivita' di valorizzazione del territorio e del patrimonio rurale e forestale, ovvero di ricezione ed ospitalita' come definite dalla legge".
“Dalla legge di orientamento è nata una nuova idea di sviluppo che abbiamo trasferito in un progetto imprenditoriale concreto per “Una filiera agricola tutta italiana”, aprendo le porte ad un nuovo protagonismo agricolo nella società”, afferma il presidente della Coldiretti Sergio Marini nel sottolineare che “un Paese come il nostro può ricominciare a crescere in un mercato globale se scommette su ciò che ha di unico ed esclusivo: il nostro buon cibo made in Italy, il nostro territorio, i nostri talenti e il nostro insuperabile genio creativo”.
10:01
Scritto da: bioagricoltore (Webmaster)
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